Intervista a Giovanni Turi – TerraRossa Edizioni

Mi sono imbattuta sul web in Giovanni Turi un po’ come tutti gli appassionati di letteratura e del mondo editoriale: il suo blog – lontano dai fronzoli e dalle grafiche ultrachic – è un bel contenitore di recensioni brillanti, interviste agli addetti ai lavori e riflessioni agrodolci sulla vita da editor che negli anni, a ragion veduta, è diventato un punto di riferimento del settore. Il suo percorso doveva inevitabilmente tramutarsi in un progetto valido: così, al Salone di Torino di quest’anno ha debuttato insieme a TerraRossa Edizioni nella veste di direttore editoriale.

Nel giro di qualche mese, però, le cose sono cambiate, e adesso Giovanni ha scelto di assumere la carica di editore di questa casa editrice giovane ma già dal destino segnato. Ecco perché.

Vi ricordo che TerraRossa Edizioni sarà a Più libri più liberi: segnate l’indirizzo, lo stand C03 vi aspetta!

TerraRossa Edizioni

1. Un gruppo di ragazzi sfida le leggi dell’editoria e inaugura TerraRossa Edizioni. Un progetto ardito e coraggioso, che guarda al futuro mettendo ordine nel passato. Qual è stato lo stimolo definitivo che vi ha fatto dire “Adesso lo facciamo davvero”?

Era da tempo che constatavo la difficoltà di reperire alcune opere del recente passato inspiegabilmente già fuori catalogo, così come risale a qualche anno fa l’ambizione di creare un nuovo marchio editoriale che cercasse di distinguersi dalla generale tendenza alla semplificazione della narrativa italiana e insieme provasse a dare ai libri orizzonti temporali più ampi. Non c’è stato forse un momento decisivo che ha dato origine alla creazione di TerraRossa Edizioni, quanto piuttosto il convergere di impulsi e situazioni.

2. “Le ragioni per le quali un tempo si faceva editoria ormai sono considerate folli. Di questa follia però abbiamo tutti dannatamente bisogno”, coroni con queste parole sul tuo blog il grande annuncio: sei appena passato dal ruolo di editor a quello di editore. In che modo ha preso vita questo passaggio di consegne?

Il precedente editore, Angelo De Leonardis, che gestisce anche altre attività culturali, siGiovanni Turi era reso conto che TerraRossa richiedeva un investimento in termini economici e soprattutto di tempo superiore a quanto avesse preventivato. Io invece premevo perché tutti i nodi irrisolti venissero sbrogliati quanto prima. Alla fine, abbiamo serenamente deciso di riformulare gli accordi e così mi sono assunto in toto la responsabilità della casa editrice. Un passo non scontato, ma che mi sento pronto ad affrontare: sono convinto del valore del progetto e dei testi già editi e in fase di pubblicazione; voglio poi mettere in gioco tutte le mie competenze e ho trovato il sostegno di chi già era stato coinvolto in quest’avventura.

3. Qual è lo stato di salute del bacino letterario meridionale? E in che modo TerraRossa vuole insinuarvisi?

Se in Italia si legge poco, nel Mezzogiorno ancora meno, tuttavia nell’ultimo ventennio da questa situazione di costante emergenza (culturale, economica, sociale) sono emersi degli autori di grande talento: occorre dargli voce, ma anche confrontarsi con i lettori di ogni latitudine. Cercheremo dunque di concedere una particolare attenzione alle storie del nostro territorio, senza tuttavia porci alcuna limitazione (per dire, l’autrice di Jenny la Secca, il primo testo pubblicato in Sperimentali, è emiliana): la letteratura, del resto, non può e non deve avere confini geografici.

4. Il progetto editoriale prevede due collane: Fondanti e Sperimentali. Quali sono gli orizzonti di queste due strade editoriali?

Fondanti è nata per riproporre opere importanti di autori meridionali ormai irreperibili, ma dal 2018 penso di aprirla a scrittori di ogni parte di Italia i cui testi migliori siano oggi fuori commercio. L’idea cardine rimane però la stessa: i libri di qualità non hanno una data di scadenza.

Sperimentali invece proseguirà il lavoro di scouting per pubblicare opere inedite, anche nella forma: mi interessano coloro che usano con consapevolezza le possibilità e gli strumenti espressivi che la letteratura mette a disposizione. Oltre allo stile però contano la capacità di confrontarsi con l’attualità e quella di mantenere vivo il dialogo con i lettori, che non significa compiacerli ma stimolarli.

5. La veste grafica è iconica e, pur essendo presentata in chiave pop, riesce a conservare uno spirito classico. In che modo si è giunti a questo progetto grafico?

La prima suggestione nasce dalle copertine di una casa editrice canadese, Les Allusifs, che avevo ammirato alla Fiera del libro di Francoforte nel 2015. Poi ci hanno messo le

 

Da editor ad editore: Giovanni Turi

Da editor ad editore: Giovanni Turi

loro idee e competenze Pierfrancesco Ditaranto, Giuseppe Moliterno e Francesco Dezio, sino a ottenere l’attuale linea grafica con un’immagine all’interno di un cerchio e alcuni elementi iconografici riprodotti anche sul dorso e nelle pagine interne.

6. Il futuro della casa editrice in qualche modo è già scritto: cosa bisogna aspettarsi dalla prossima stagione editoriale? E cosa non troveremo mai negli scaffali a nome TerraRossa?

Per Sperimentali sono già in lavorazione tre inediti dei quali sono molto orgoglioso: Restiamo così quando ve ne andate di Cristò (in anteprima a Più libri più liberi e in libreria da gennaio), La gente per bene di Francesco Dezio e il romanzo d’esordio di Alessio Di Girolamo. Per Fondanti uscirà invece Adesso tienimi di Flavia Piccinni. Quattro romanzi che son certo non passeranno inosservati.
Non pubblicheremo mai libri senza passione e se non saremo convinti che siano significativi, ossia che abbiano qualcosa da dire al lettore e magari un modo originale per farlo.

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