Jenny la Secca – Claudia Lamma

Jenny la SeccaUna donna mi ha sedotto, e sono ancora qui ad elemosinarne lo sguardo benevolo. È Jenny la Secca, magmatica creatura di Claudia Lamma, esordiente bolognese che inaugura il nuovo progetto editoriale TerraRossa Edizioni.

Gli sviluppi delle cose sono sempre nascosti nei dettagli delle premesse. Basta saper guardare.

Con impercettibili movimenti cinematografici, la scena si apre su Trip, che si risveglia dolorante e legato a una sedia: quando l’occhio nero gli permette di guardarsi intorno, nel buio scova i volti degli amici di una vita.

È un concitato inizio in medias res che accetta la sfida della tensione, dettata dall’esergo di Andre Dubus: Non è difficile sopravvivere a un giorno, se puoi sopravvivere a un momento.

Senza artifici retorici, Claudia Lamma organizza con millimetrica precisione gli incastri delle vite di Gull, Bimbo, Lambo, Toto, Pèval e tutti gli altri: la cricca del paese, quella che crescendo ha imparato a fare dei segreti e delle incomprensioni appuntamenti imprescindibili della vita.

E adesso sono tutti contro tutti, o quasi: in gioco c’è la verità di Jenny la Secca, l’enigmatico elemento femminile scomparso all’improvviso. Quali sono i ruoli di ciascuna pedina?

A svelarlo, lentamente, è questa stessa coralità, che si dipana e si riavvolge a piacimento, e che permette alle premesse del noir di liquefarsi in un mare letterario più ampio.

Era quella la base ragionevole di ogni suo scarto: cambia la prospettiva e ti si aprirà un mondo. Che questo comportasse cose come abbandono, oppure fuga, non importava. Ogni volta era come rinascere e ogni rinascita equivaleva a un nuovo inizio.

La riflessione si posa dunque su un’imperiosa questione: cosa succede a tutta la giovinezza accumulata quando si raggiunge l’età adulta?

Mentre avanza, la storia incalza con perizia sui dettagli di ciò che disfa un’amicizia, sotto l’impietosa luce dei compromessi della vita. Ci riesce attraverso una scrittura che è un accumulo di curve temporali, in cui il passato disseziona con candore i rapporti e il presente li distrugge senza pietà.

Abbandonando la vocazione all’apnea compositiva e guidando una prosa acuta e posata, Lamma trova così un ritmo narrativo incisivo e personale.

La limpidezza della sua abilità descrittiva non scende mai a patti con il facile manierismo, corroborando invece la fluidità di dialoghi intelligenti e accattivanti, che spesso mettono in luce dinamiche poco lusinghiere della provincetta italiana.

Jenny la Secca organizza con naturalezza gli orizzonti di Sperimentali, la collana di inediti della nuova casa editrice pugliese, con un manifesto sincero: avvicinarsi alle zone buie della letteratura italiana, rimanendo fedele alla contemporaneità.

Il risultato è un’originalità senza barocchismi e senza forzature degli sguardi, in una genuina resa dell’imbrogliato mondo in cui si cala.

È un mondo di squali, lo è sempre stato, e i nostalgici come Lambo, Faber o Trip sono destinati all’estinzione: è la loro natura a fotterli, non il sistema.

L’insegnamento infine è chiaro: che ognuno impari ad arrancare da solo, la vita penserà al resto.

Claudia Lamma, Jenny la Secca, 
pp. 301,
 TerraRossa Edizioni, 2017

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