Tagliare le nuvole col naso – Ella Sanders

tagliarelenuvolecolnaso_coverSarà capitato anche a voi di utilizzare un modo di dire all’interno di un discorso perché non riuscivate a spiegare meglio un concetto che vi stava a cuore; in italiano, poi, il catalogo dei modi di dire è pressoché sterminato, e io i miei preferiti li ho appresi nel tempo, soprattutto grazie alla competenza in materia dei miei nonni.

Non poteva che essere Ella Frances Sanders, già accolta con grande ammirazione per Lost in translation, ad avere la brillante idea di raccogliere i modi dire da tutto il mondo; da questo progetto è nato un oggetto letterario peculiare e arguto: Tagliare le nuvole col naso edito dai tipi di Marcos y marcos, nell’elegante traduzione di Ilaria Piperno

Si tratta di una ponderata raccolta di più di cinquanta modi di dire, a volte buffi, spesso saggi, affiancata da coloratissime illustrazioni della stessa autrice, anch’esse portatrici di significato e custodi di parole e pensieri dal sapore autentico e tradizionale. E così attraverso le pagine d’incantata ironia si viaggia dalla Germania al Ghana, dalle Filippine all’Ungheria, innamorandoci come un calzino del postino, spezzando in due un pellicano o mandando qualcuno fuori dai cocomeri.

D’origine letteraria, come il francese “ho lo scarafaggio” di rimembranza baudelarianimg_2016-11-26-172504a, odi pura discendenza popolare, come lo spagnolo “sentirsi come un polpo in un garage”, questi modi di dire sono variegati ed eccezionali nella loro semplice dimestichezza con il linguaggio figurato, spesso più esplicito dei giri di parole a vuoto che ci assalgono quando non sappiamo come spiegare qualcosa.


Una carrellata di insegnamenti si dipana tra risate e acute riflessioni: ad esempio, per il ga – una delle sedici lingue parlate in Ghana – “chi va a prendere l’acqua può rompere la brocca”, e cioè solo chi compie delle azioni rischia di incappare negli errori (ma è sempre meglio avere il coraggio di fare e poi sbagliare, invece di non fare, no?) e per l’hindi c’è un quesito importante che è diventato un pilastro di certe filosofie, “chi ha mai visto il pavone ballare nella giungla?”. Occorre essere osservati mentre si compiono grandi gesti, affinché essi vengano riconosciuti? Al pavone, mentre balla, di certo non importa: è l’atto in sé ad avere dignità di esistere.

Tra i più bei modi di dire qui raccolti, poi, ci sono un paio di metafore acquatiche che sono vere lezioni di vita: se in swahili “l’acqua del mare si può solo contemplare”, a indicare che spesso neanche il mare – così vasto ma salato – può soddisfare la sete di chi ha attraversato il deserto, in bulgaro “goccia dopo goccia nasce un lago” è invece un incoraggiamento a raggiungere il proprio obiettivo, anche se un piccolo passo alla volta.

img_2016-11-26-172511Sfogliando si scoprono in questo modo detti impensabili, frasi idiomatiche simili a quelle della nostra lingua, oppure pensieri lontani dal nostro modo di concepire le relazioni o la quotidianità; in una parola: ci si impregna della cultura degli altri popoli.

E si scopre che, dopotutto, non siamo così lontani: in ogni angolo del mondo ci si innamora, si soffre, si invidia qualcuno, si ama qualcosa, si impara ad apprezzare la bellezza della natura. Spesso non si sa come comunicarlo, e allora arrivano in soccorso loro: i modi di dire, patrimonio culturale e inestimabile dell’umanità.

Ella Frances Sanders, Tagliare le nuvole col naso, pp. 120, Marcos y marcos, 2016

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