Sulla collina – Ferramosca & Gulma

Della collana Tipitondi del catalogo Tunué ne ho parlato non molto tempo fa, quando sbalordivo di fronSullaCollina-copertinate all’ambiziosa riproposta di un Pinocchio rinnovato ma, in definitiva, soddisfacente. La collana, pensata per una fascia d’età piccina (“Per lettori 10+” segnala il retro di copertina), è in realtà una fucina di storie dal respiro universale.


E la versatilità è la caratteristica che contraddistingue anche l’ultimo arrivato nella fortunata collana: si tratta del graphic novel italiano Sulla collina, da una sceneggiatura di Ilaria Ferramosca e dai disegni di Mauro Gulma, che rievoca le vicende (a tratti spettrali, a tratti leggere) di quattro ragazzini in una notte primaverile.

Dopo l’incontro a tarda sera – di nascosto dalle famiglie, ça va sans dire – nella collina di San Ciriaco, nell’entroterra pugliese, il gruppo si metterà alla ricerca di avventure horror per dimostrare (ufficialmente al mondo, più realisticamente a loro stessi) il grande coraggio che possiedono, attraverso la penetrazione nottetempo nella casa della cosiddetta Strega, una suora ritenuta da voci di paese la protagonista di un efferato delitto di qualche anno addietro.

Quello che troveranno, tuttavia, sarà una realtà ben più cruda di qualsivoglia immaginazione.

Lo stereotipo dell’avventura notturna con gli amici come strumento di formazione e di insegnamento di vita è dalla Ferramosca consapevolmente sfruttato per mettere sulla scena i mostri – di ogni natura – che chiunque è costretto ad affrontare quotidianamente, senza tuttavia farsi vincere dalla paura. La prova di coraggio che Danilo, Elia, Simone e Fabio devono affrontare è infatti più grande di quella preventivamente prospettata, e il vero insegnamento che ricaveranno dovrà necessariamente arrivare anni dopo, quando il ricordo si sedimenta e la maturità acquisita permette di filtrare le informazioni e rivalutarle in maniera assennata.

Non allontanarsi dalle paure, ma affrontarle a volto scoperto è il più grande lascito che questa avventura dalle atmosfere sospese e orrifiche regalerà ai quattro ragazzi.

Dobbiamo guardare il faccia il mostro! Ammettere ciò che siamo, ciò che in fondo sappiamo…

SullaCollina_particolareLa notte che ammanta questa storia si riverbera sulle tavole, che sono permeate dai toni scuri (i ricordi sono in seppia e un piano temporale vira sul blu) ma mai cupi, in modo da afferrare tutta l’attenzione del piccolo lettore con lo stesso fascino con cui si ascolta una persona chiacchierare con un tono basso e armonioso.

E benché di ostacoli sul cammino ce ne siano a bizzeffe, le luci in lontananza – del paese semi-addormentato con qualche finestra ancora illuminata, della luna che da lassù tutto osserva, del fuocherello che raccoglie in sé il gruppo in segno di speranza e di amicizia – rimangono a rischiarare il sentiero sdrucciolato e melanconico dei ragazzi.

Il tempo passa e travolge la vita! L’uomo non sa accettarlo. Va avanti, ma non regge il confronto col suo passato. Sa solo rimpiangerlo. Eppure, quel mostro terribile, in fondo, è solo un concetto. Basterebbe guardarlo negli occhi per capirne la vera essenza. Oggi è giunto il momento di far sì che quel passato non sia cosa perduta, separata da noi, ma di riallinearlo al presente, affinché ne sia parte.

Una storia di crescita e di perdita, oltre che di disincanto della realtà: sia per i disegni pungenti e dal taglio cinematografico che per la storia articolata, avvincente e dalle tinte noir, l’ultimo arrivato nella collana Tipitondi è necessariamente indirizzato a un pubblico di giovani lettori più grande e consapevole del solito target di riferimento.

Ma è anche rivolto agli adulti pragmatici, ovviamente: coloro che, più di altri, hanno bisogno di ricordare d’essere stati fanciulli e di provenire dagli incanti di quell’età e dai brividi di paura e da quei momenti di tensione che, molto spesso, sono andati a cercare proprio per sentirsi vivi. E più liberi.

Ilaria Ferramosca, Mauro Gulma, Sulla collina, pp. 112, Tunué, 2016

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