Intervista a Yasmin Incretolli

Giovane esordiente per la meritevole collana ‘Romanzi’ di Tunuè diretta da Vanni Santoni, Yasmin Incretolli ha appena dato alle stampe ‘Mescolo tutto’, di cui vi ho parlato qui.

  1. La tua giovane età sembrerebbe suggerire che ‘Mescolo tutto’ sia la tua primaYasminIncretolli prova, ma in realtà scrivi fin da quando sei piccola. Puoi raccontarci la tua storia?

Credo i libri debbano parlare da soli e che l’unico dato biografico rilevante di un autore sia la sua bibliografia. Dunque, preferisco raccontare Maria.

  1. Quali libri ti hanno formato come scrittrice? Qual è il tuo ideale di letteratura?

La lettera scarlatta è stato il primo libro capace a smuovermi qualcosa di veramente importante. In seguito la mia scrittura ha ricevuto un forte arricchimento. Non so perché. Ha funzionato da commutatore e la percezione del mondo per me è cambiata. Poi ho conosciuto Burroughs ed è successo qualcosa di simile!

  1. ‘Mescolo tutto’ è principalmente una storia sul dolore, sia patito sia autoinflitto – e chissà se uno è conseguenza dell’altro, o viceversa. Cos’è per te il dolore?

Nel mio caso il nervo che apre altri occhi. Nel caso di Maria, semplicemente la sua madrelingua.

Da cosa deriva la tua personale urgenza di raccontarlo?

Presumo che, alcune persone, dopo alcune adolescenze, hanno bisogno di spurgarsi in qualche maniera.

Poi, il dolore, è affascinante. E alcune volte, lo è pure la malattia.

  1. La storia d’amore che attraversa il romanzo è intrisa di violenza fisica,
    aggressività verbale e solitudine, suggellata dalla posizione di Maria, totalmente asservita a Chus.

Si tratta di una visione amara dell’amore, di un femminismo alla rovescia, o di un racconto disincantato di certe realtà attuali?

Potremmo dire che la relazione con Chus raffigura, estremizzandole, alcune dinamiche maschiliste interiorizzate da alcune donne, anzitutto la presunta corrispondenza fra capacità di sopportazione intensiva e la cifra che vali quanto compagna.

Nel caso incarnasse la società, l’atteggiamento di Chus ricalcherebbe gli abusi ai quali Maria talvolta s’adatta in quanto lobotomizzata da un altro mito: se mi conoscessero veramente riuscirebbero ad apprezzarmi e volermi bene.

Il mio obiettivo era sanarla dall’assenza di alcune fondamentali consapevolezze, quelle utili per una donna a proteggere se stessa senza l’aiuto di secondi.

Girl Power, society!

  1. Uno tra gli elementi fortemente marcati di ‘Mescolo tutto’ è il rapporto con la propria corporeità e, con essa, la scoperta dei propri limiti e della precarietà; ciò era già intuibile dall’esergo di Gina Pane, la nota artista francese che eseguiva performances con il corpo in maniera rituale.

Qual è, secondo te, il grado di comunicabilità del proprio io interiore attraverso la condizione fisica di un corpo di cui, molto spesso, ci sentiamo insoddiMescoloTuttosfatti?

Subiamo tutti, continuamente, risposte fisiche da malesseri interiori, l’esempio più banale sono le reazioni cutanee nei momenti di tensione. In psicoanalisi è dimostrato chiaramente, c’è connessione tra l’io e il corpo, che la stimolazione d’uno influisce l’altro. In Mescolo tutto, però, i livelli sono due: c’è anche il fatto che Maria, come molte donne nella sua condizione, viene riconosciuta un’esistenza solo in quanto ‘‘corpo’’, e anche da questo deriva la sua autodistruttività.

Ad esempio, Maria è riuscita a veicolare il suo messaggio attraverso esposizioni fisiche delle sue emozioni o ha fallito, come tutti?

I tagli di Maria adempiono a un’ampia lista d’interpretazioni, sono adattabili, ogni reazione provocata è parte del gioco, difficilmente fallisce. Piuttosto può rimanere male se la risposta ricevuta delude le aspettative, ma è un meccanismo di selezione necessaria. In fase d’editing abbiamo tagliato un flashback che lo ritraeva bene: un’amica di Maria la liquida matta a causa delle lesioni, e Maria capisce di doversela lasciare dietro le spalle.

Ciao, ciao.

  1. La lingua di ‘Mescolo tutto’ è ricca di recuperi di certe terminologie ormai desuete ed è animata da una musicalità peculiare, al punto da diventare essa stessa elemento importante della storia: ci sono state delle influenze musicali durante la scrittura?

Nel libro sono evidenti alcune influenze, cito parecchia gente eh!

E, soprattutto, come sei riuscita – ribadiamolo: così giovane – ad organizzare una prosa così suggestiva e articolata?

Ricerca. La prosa in MT è funzionale alla riuscita della storia. Non volevo una protagonista che si raccontasse traverso la lingua, ma viceversa. Permettere al lettore d’inquadrare il personaggio e il suo universo dalla prima circonvoluzione linguistica.

L’idea era ricreare sul linguaggio l’alterazione innaturale che ha un corpo privato di vitamina D dalla nascita. Il risultato doveva essere una sintassi rachitica, che procedeva stenograficamente, e senza metro. Nella protagonista, la voracità d’esprimersi, sebbene capiti d’impantanarsi necessitando di tante parole per comunicarne una sola, perché disabituata ad essere ascoltata, come un’accecata che impiega ore a raggiungere un punto vicino: c’è troppa luce, aiuto. Tuttavia nelle situazioni d’imbarazzo sputa “paroloni” tecnici (e freddi) coi quali espone concetti composti, rispettando una certa natura schiva, e alzando un certo muro fra lei e, soprattutto, i coetanei.

  1. Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto scrivendo cose nuove. Adesso però non è giusto parlarne, questo è il momento di Maria.

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