Pinocchio – Chauvel & McBurnie

pinocchio_copertinaTra gli ultimi arrivati in casa Tunué nella collana Tipitondi (riservata ai ragazzi e soprattutto ai bambini, che in passato ha già proposto gli adattamenti di Tom Sawyer, Il giro del mondo in 80 giorni e Il mago di Oz) c’è il delizioso Pinocchio, illustrato dall’australiano Tim McBurnie e adattato da David Chauvel, vincitore del Gran Guinigi 2011 come Miglior Sceneggiatore per il graphic novel Octave.

Nel tipico formato della collana (un ampio 19,5×27 dalla forma stondata, facile da sfogliare e perfetto per osservare al meglio le immagini) ben ottantotto pagine a colori portano in vita il classico senza tempo di Carlo Collodi, in una forma svecchiata ma pur fedele all’originale – è ad esempio molto interessante la scelta di mantenere nel testo i toscanismi della scrittura di Collodi.

La storia di Mastro Geppetto costruttore di un burattino di legno che prende vita è universalmente nota: Pinocchio è ingenuo, pasticcione e svogliato.

Seguendo i consigli sbagliati di ciarlatani da quattro soldi si trova a sotterrare i suoi spiccioli nella speranza che raddoppino, ad andare nel Paese dei Balocchi per poi scoprire di dover diventare un somaro, a essere impiccato per opera di assassini.

Diventare un bambino vero, quindi, diventa un’ambizione praticamente irraggiungibile; per fortuna, però, che arriva l’aiuto provvidenziale della Fata Turchina e del Grillo Parlante…

La storia di Collodi, dal forte sapore pedagogico e caratterizzata da una certa crudeltà di fondo, attraverso l’adattamento di Chauvel e McBurnie trova il suo riscatto, abbandonando il moralismo tipicamente ottocentesco e concentrandosi sulla leggerezza della storia.

La loro marionetta di legno si spoglia dell’iconografia classica (lontana dalla casacca rossa e dai pantaloncini verdi delle illustrazioni tipografiche e, soprattutto, dal tripudio di giallo e rosso – e dall’indimenticabile fiocco celeste – dell’immaginario disneyano): Pinocchio è adesso un agile burattino con un morbido cappello bianco a punta e una mantellina verde che ne esalta l’esile figura.

Questo nuovo Pinocchio, più fresco, è magistralmente inserito nelle tavole di McBurnie, intense e illuminate da un suggestivo bilanciamento di toni caldi e freddi e in grado di restituire un’atmosfera delicata e dolce nonostante la tenebrosità di certi episodi narrati.

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Pinocchio si dimostra ancora, dunque, una favola senza tempo, una storia di ricerca del sé nella lotta quotidiana con gli imprevisti e con le tentazioni, restituitaci stavolta da immagini lievi e profondamente eleganti.

Un fumetto che per questo motivo non può mancare nella libreria di piccini e, soprattutto, dei grandi.

 

David Chauvel e Tim McBurnie, Pinocchio, Tunué, pp. 88, 2016

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