La distanza – Baronciani & Colapesce

L’angoscia dello stare in un’isola come modo di vivere rivela l’impossibilità di sfuggirvi come sentimento primordiale.

La volontà di sparire è l’essenza esoterica della Sicilia.

Poiché ogni isolano non avrebbe voluto nascere, egli vive come chi non vorrebbe vivere: la storia gli passa accanto con i suoi odiosi rumori ma dietro il tumulto dell’apparenza si cela una quiete profonda.

Manlio Sgalambro


La-distanza-copertina

È evidente, ormai, che nemmeno in estate la Bao Publishing si riposi: tantissime le uscite grafiche di questa stagione calda, tra cui emerge La distanza, disegnato da Alessandro Baronciani su soggetto del cantautore siracusano Colapesce – al secolo Lorenzo Urciullo.

La distanza è un graphic novel innovativo fin dall’organizzazione strutturale, frutto dunque della collaborazione tra due poeti (uno della musica e delle parole, l’altro dell’illustrazione) che condividono la passione per l’espressione artistica in forma poliedrica – da non sottovalutare, poi, che lo stesso Baronciani ha cantato e suonato nel gruppo punk degli Altro e si diletta nel duo minimal Tante Anne.

Com’era prevedibile, la musica ha un ruolo per niente marginale all’interno della storia, che si presenta come il road-trip di Nicola e due turiste aggregatesi a lui all’ultimo minuto, verso l’aeroporto di Punta Raisi (Palermo), attraversando parte dell’isola: tra le tappe si segnalano la suggestiva cascata di Pantalica, il barocco seducente di Noto, la stupenda Marzamemi, Catania e il suo Liotro (l’elefantino simbolo della città), Castelbuono col suo Ypsigrock, il festival siciliano di musica alternative rock.

A fare da sfondo a questo viaggio, interiore prima ancora che fisico, è – dicevamo – la musica, in tutte le sue sfumature: dagli internazionali Smiths alla sicula Rosa Balistreri, di cui viene riportata la citazione più amara della narrazione: “Terra ca nun teni cu voli partiri e nenti cci duni pi falli turnari” (Terra che non trattiene chi vuole partire e niente offre per farli tornare). È la frase che meglio simboleggia la condizione di smarrimento e inquietudine che alberga in Nicola, vero protagonista di questo terzetto scontato (il siciliano belloccio, la turista del Nord Italia e la francesina un po’ spudorata) ma quanto mai reale, incarnazione di uno stereotipo ancora vivo.

Emerge, per dirla alla Bufalino, netta e dolorosa l’isolitudine, quell’aspra sensazione di chi decide di abbandonare l’isola natia in favore di lidi migliori, non solo dal punto di vista economico ma anche, probabilmente, sentimentale: è una percezione di risoluta vergogna, per aver lasciato una terra bellissima ma depauperata del suo valore intrinseco, e contemporaneamente per non avere il coraggio di ritornare a rivalorizzare uno dei patrimoni più belli dell’umanità.

In saccoccia, solo tanti rimorsi e un futuro più roseo.

Dunque è vero, esistono distanze emotive che sono più dolorose di quelle fisiche: La distanza si fa quindi celebrazione della Sicilia nei suoi aspetti meno folkloristici e più quotidiani, in un’amara consapevolezza: chi decide di fuggire, chi decide di rimanere, tutti in qualche modo prendono le distanze da ciò che sono e da ciò che invece potrebbero essere.

È la rappresentazione di un’isola che non offre nulla se non un abbraccio stretto, uno di quelli inaspettati, che giungono da dietro, pieni d’amore, e senza pretese.

E che lasciano senza fiato.

I muri a secco, le dolcissime granite alla mandorla, le campagne ostinatamente gialle, i palazzi di pietra lavica, il pesce fresco e gustoso, le terre brulle: piccoli particolari resi attraverso lo sguardo isolano-vergine di Baronciani – che, ricordiamo, è marchigiano – capace di renderli attraverso un tratto delicato ma netto, ricco di contorni neri volti a spezzare le monotonie cromatiche di chi è avvezzo a dipingere un certo tipo di Sicilia, ormai irreale e inattuale. Si stagliano sulla pagina di Baronciani tavole non esattamente inquadrate, ma che si estendono orizzontalmente, scavalcando i confini segnati dal bordo bianco e canonico delle pagine e abbracciano lo sguardo del lettore, che si sente trasportato all’interno di paesaggi mozzafiato e tinte vivide e cangianti, esplose nella narrazione a colori fedele all’immaginifica natura siciliana quando sopraggiunge l’estate e, con essa, nuovi viaggi e nuovi amori.

Alessandro Baronciani e Colapesce, La distanza, 
pp. 200,
 Bao Publishing, 2015


Questo articolo è uscito anche su Youbookers.

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