Lui sa perché – Carolina Cutulo, Sergio Garufi

CopertinaLuiSaPerchèScrittura e narcisismo: un connubio talmente radicato nell’immaginario dei lettori da essere sempre più difficile da estirpare. Lo scrittore che, anche quando parla d’altro, parla di sé stesso è un cliché che trova fondamento, per così dire, scientifico a partire dal contributo della psicanalisi novecentesca. È qui che nasce la convinzione che l’invenzione letteraria derivi necessariamente dall’esperienza personale: all’ego dello scrittore non c’è scampo. Che sia brama d’introspezione, esigenza di verità o solamente puro esibizionismo, ormai è certo che a muovere la penna degli scrittori è il loro grande, spesso gigantesco, Io.

Preso atto di ciò, arriva a riderne con ironia un’antologia di ringraziamenti – tratti da libri usciti in Italia negli ultimi vent’anni – pubblicata un paio di mesi fa da ISBN Edizioni: Lui sa perché di Carolina Cutulo e Sergio Garufi, che fin dal titolo mettono in scena quel meccanismo di autocelebrazione che permea i ringraziamenti letterari. La raccolta ha una gustosa prefazione di Stefano Bartezzaghi e un (vecchio) contributo di Umberto Eco, una Bustina di Minerva apparsa sull’Espresso nel 1987 intitolata “Come ringraziare a fine libro”.

Con una grafica dalle linee pop, il libro si presenta come una raccolta di macro-categorie di ringraziatori, commentate dalla Cutolo: gli scrittori che sfruttano lo spazio del ringraziamento per magnificare il proprio lavoro; coloro che, pur essendo consapevoli della vanità del ringraziamento, si macchiano del peccato di esprimere gratitudine al mondo intero; quelli che si vendicano contro chi aveva rifiutato la pubblicazione o aveva espresso un parere negativo sul loro masterpiece; coloro che, nominando amici famosi, suscita l’invidia di chi legge; gli incomprensibili, quelli cioè che utilizzano un linguaggio sfrontatamente forbito per esprimere altezzosità letteraria; e, infine, i falsi modesti, che con finta dedizione verso il lettore ostentano la loro magnanimità. Per ogni categoria c’è ovviamente un apparato di citazioni disposte in ordine alfabetico; e se qualche frase suscita ilarità, qualche altra fa invece riflettere su quel senso di onnipotenza che si crea intorno a chi prende la penna in mano di mestiere.

Nell’antologia spiccano, infatti, scrittori affermati e nomi meno noti: sono tutte vittime dell’autocompiacimento, un egocentrismo che genera gratitudini mai del tutto sincere. Il ringraziamento si presenta dunque come la prova del fuoco della vanità dello scrittore: dal campione proposto dai due autori, a volte in chiave forzatamente ironica, emerge un univoco ritratto di una generazione di scrittori vanitosi e accidiosi.

Non appare dunque strano che gli autori abbiano faticato a trovare un editore che pubblicasse Lui sa perché, che mette in scena una realtà letteraria italiana interamente negativa.

Italia, popolo di soli scrittori compiaciuti. Ma in fondo è davvero così?

Carolina Cutolo e Sergio Garufi, Lui sa perché. Fenomenologia dei ringraziamenti letterari, 
pp. 204,
 Isbn, 2014


Questo articolo è uscito anche su Youbookers.

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