Marbles – Ellen Forney

bd-edizioni-marbles-mania-depressione-michelangelo-me-71858000000Marbles è un graphic novel quasi aggressivo, sicuramente “spiccio”, perché contiene già nel titolo una dichiarazione programmatica: il termine inglese infatti significa biglie, ma anche di marmo. I due significati pongono senz’altro l’accento sulla condizione della protagonista, una fumettista che alla soglia dei trent’anni scopre di soffrire di disturbo bipolare: da quel momento la sua individualità si scinde, in qualche modo rimanendo sospesa e dando vita a mille sfaccettature diverse, che corrono sconnesse da una parte all’altra della sua esistenza, esattamente come biglie impazzite.

Il riferimento al marmo è legato alla ‘doccia fredda’ subita durante la prima seduta dalla psichiatra: “mi colpì come il sole che sparisce dietro le nuvole… come fossi un pappagallino e mi avessero coperto la gabbia”. La diagnosi arriva infatti nel momento “alto” della malattia (che in termini clinici è definito “fase maniacale”), quello in cui la ragazza si sente raggiante e creativa.

Queste le premesse di un graphic novel destabilizzante, la cui autrice (Ellen Forney) è un’artista molto apprezzata in America che ha deciso di affidare le sue “memorie” al fumetto, il quale diventa strumento prezioso per raccontarsi senza veli, tramite l’aiuto di immagini che tentano di dare dei contorni precisi a un malessere inconsistente e impalpabile.

E’ così che prende il via la ricerca angosciosa dei segni dello stesso tipo di sofferenza in altri artisti, da Sylvia Plath a Michelangelo, da Emily Dickinson a Virginia Woolf, da Van Gogh a Mark Twain; un percorso che la porta da una motivazione per dimostrare che non si può possedere l’arte se si addomestica la malattia, per poi cercare, piuttosto, in questi nomi “connessione, contesto, prospettiva, ispirazione, compagnia”.

“Oggi mi sono alzata dal divano” è una frase che, ad esempio, viene accolta dagli altri (la madre, la psichiatra) come qualcosa di eccezionale da accettare con gioia: Ellen si rende conto di essere diventata una larva di sé stessa:

Al college per un’estate ho fatto la bagnina. Ci avevano insegnato a non buttarci per salvare una persona in panico che stava affogando. C’erano buone possibilità che ti si aggrappasse addosso per istinto, e che quindi andaste a fondo tutti e due. Dovevi lanciarle un salvagente. […] La me maniacale non era minimamente in grado di prendersi cura della me depressa.

La Forney è intrepida, perché sfida la paura dell’aridità creativa e decide infine di farsi curare; ma nonostante la scelta più difficile sia finalmente stata presa, l’assunzione degli psicofarmaci si rivela non poco tormentata, a causa dei rischi che essi generano, degli effetti collaterali indesiderati, dell’assenza di efficacia. Per cui anche curarsi diventa una sfida, una ricerca costante dell’equilibrio.

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Oltre ai contenuti per nulla scontati, stupisce anche la forma del racconto: il ritmo è sincopato, in una gloriosa alternanza di tavole verbose e interamente disegnate, alcune con pochi tratti e altre talmente dettagliate da richiedere un certo indugio nell’osservazione.

Non mancano momenti commoventi, una fra tutte la tavola in cui la ragazza si gira e rigira sul divano, riflettendo sul suicidio (“e poi suicidarmi mi sembrava uno sforzo enorme”): è sintetica ma dura, emotivamente spietata; esattamente come quella di solo poche pagine prima, in cui pochissimi tratti abbozzati restituiscono sul foglio la parvenza di una donna che si alza dal letto per raggiungere il divano, e raggomitolarsi nuovamente in posizione fetale, in attesa che il Nulla la divori.

Edizioni BD presenta nella coraggiosa collana di graphic novels Psycho Pop storie affrontate da punti di vista alternativi, quasi sempre dolorosi o alienanti, ma con uno spirito fresco. Marbles, terzo titolo della collana, è una sofferta ricerca, non delle radici personali della malattia, ma delle condizioni patologiche che essa crea: nel raccontarsi apertamente non c’è buonismo, né isterismo, né tantomeno vittimismo. Perché le biglie possono presentare sfaccettature diverse, e ognuna di queste è un punto di forza, mai un difetto.

 

Ellen Forney, Marbles, pp. 256, Edizioni BD, 2014

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